Guerre stellari e pace in terra
Cosa insegna il Maestro Yoda sulla guerra? Quale deve essere l’atteggiamento del fedele? Meditazioni sul pacifismo in Guerre Stellari e nel nostro mondo.
Luke Skywalker è un giovane Jedi in cerca della propria via, in cerca di un maestro. Troppo ambizioso e troppo volenteroso di imparare, così atterra goffamente sul pianeta palude nel sistema di Dagobah. Lì incontra una buffa creatura, un nanetto verde e dispettoso che lo infastidisce, ma che può aiutarlo nella sua ricerca di “un grande guerriero”.
Inaspettato arriva il primo degli insegnamenti del Maestro Yoda: “Grande guerriero… mh… guerra non ha mai fatto nessuno grande!” Gli insegnamenti del Maestro vengono ribaditi, episodio dopo episodio, con sconcertante riferimento ai fatti dei nostri giorni. Il nostro nemico attuale è infatti il terrorismo, invisibile e pericoloso, che crea uno stato di onnipresente paura in occidente. Eppure non dobbiamo dimenticare che “la paura conduce alla rabbia, la rabbia all’odio e l’odio alla sofferenza” (Yoda al giovanissimo Anakin, episodio 1).
Noi esportiamo la pace con la guerra, apparentemente l’ultima risorsa rimasta, eppure “attraverso la negoziazione gli Jedi mantengono la pace; cominciare una guerra noi non vogliamo” (Yoda, episodio 2). Noi viviamo in un epoca che premia il possesso, il potere e la ricchezza, ma il Maestro ci ammonisce: “allenati a lasciar andare quello che hai paura di perdere (…) la paura della perdita conduce al lato oscuro” (Yoda ad un Anakin sull’orlo della conversione, episodio 3).
E, tornando alla guerra, è proprio di fronte alla Morte Nera, l’arma di distruzione di massa per eccellenza, che ci viene insegnato: “non puoi vincere, ma c’è sempre una alternativa al combattere” (Pio Kenobi, episodio 4). La guerra e la violenza vengono ripudiate dal fedele, non solo in politica ma anche nella propria vita personale poiché “uno Jedi usa la Forza per la conoscenza e la difesa, mai per attaccare”. Anche quando Luke sta per affrontare per la prima volta il lato oscuro, Yoda lo ammonisce con parole che sembrano di Bob Dylan: “le tue armi… bisogno non ne avrai” (Yoda, episodio 5).
Ma Luke si allaccia il cinturone con la spada laser e Yoda non può che abbassare lo sguardo di fronte al suo imminente fallimento. Eppure proprio l’allievo non tradirà le aspettative del Maestro, quando di fronte all’Imperatore e a Darth Vader dichiarerà “non combatterò (…) non passerò mai al lato oscuro. Avete fallito Vostra Altezza; sono uno Jedi, come mio padre prima di me” (Luke, episodio 6).
Sarà quindi l’amore del padre verso il figlio, il senso di bene che sopravvive in Anakin, a sconfiggere il male. Non un colpo di spada laser. Insomma, a dispetto del proprio titolo la saga di Guerre Stellari è una negazione della violenza bellica, su tutti i piani si “ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” (spero sappiate che questa non è una citazione di George Lucas, ma parte dell’art. 11 della Costituzione Italiana).
Questo è ciò che accadde tanto tempo fa in una galassia lontana lontana, ma come vanno le cose hic et nunc? Il terrore governa oggi i rapporti internazionali. La conoscenza viene utilizzata per creare armi sempre più sofisticate. I primi droni costruiti dall’uomo non sono simpatici compagni di viaggio, ma armi da battaglia. La guerra è lo strumento di risoluzione delle controversie internazionali. Dove è la spiritualità? Non ricordiamo forse che “la paura del mistero conduce sulla strada del male”? Perché non accettiamo i misteri della fede nella Forza?
Perdonatemi, emissari dei Culti e delle Fedi ufficiali, ma sebbene le vostre parole siano prodighe di inni pacifisti, proprio voi le negate spesso nei fatti: non è stato forse il Vaticano il primo stato a riconoscere l’indipendenza degli stati cattolici di Slovenia e Croazia, scatenando la (forse) inevitabile guerra religiosa che tanto sangue ha sparso? Non è forse nel nome di Dio e della democrazia che il condottiero Bush ha cominciato l’ennesima crociata? Non è forse nel nome della pace che muoviamo le nostre truppe verso la guerra?
Fedeli della Forza, ricordate gli insegnamenti del Maestro. Ricordate il mito di Guerre Stellari in cui, sebbene a prima vista buoni e cattivi si dividano in due chiari schieramenti, il lato oscuro serpeggia camuffato da democrazia e da pace, da bianchi soldati e da ideali di stabilità. Anche nel nostro piccolo pianeta vicino vicino qualcosa sta succedendo davanti ai nostri occhi chiusi e spaventati. Il Maestro Yoda ci ricorderebbe che “è così che muore la libertà, sotto scroscianti applausi”. Purtroppo per noi, nessun Cavaliere Jedi è qui per difenderla.
Fili Bertho’.
